Progetti Personali

 

Il 16 dicembre 1925, il pugile franco-senegalese Battling Siki viene ucciso a colpi di revolver in una strada di New York. Non ha ancora compiuto trent’anni. Il colpevole del suo assassinio non sarà mai trovato. Una morte misteriosa, come tutta la sua vita.

Una vita di enigmi.

Nasce a Saint Louis nel Senegal nel 1897. Verso l’età di 10 anni, é portato in Europa in maniera rocambolesca da una ballerina olandese. Lei lo abbandona a Marsiglia, dove disputerà i suoi primi incontri di boxe à l’età di 13 anni, prima di partecipare come volontario alla guerra del 1914-18 dove la sua bravura gli varrà la medaglia al merito, la croce di guerra, e la promozione a luogotenente dell’esercito francese.

La sua carriera pugilistica riprende nel 1919 vincendo su tutti i rings d’Europa contro veri campioni, ma senza “convincere” dicono… Si dice che affronti solamente dei pugili di “secondo piano”.

Nel 1922, a Parigi, incontra per il titolo mondiale l’immenso campione Georges Carpentier, l’eroe di tutta la Francia e, alla sorpresa generale, lo surclassa, lo devasta, mettendolo definitivamente a tappeto in 6 rounds…

Una infanzia fantasmagorica, una guerra eroica, un trionfo sportivo contro qualsiasi pronostico: Queste circostanze dovrebbero valergli la gloria e la ricchezza, ed invece Battling Siki riceve solamente insulti e diffamazione.  Nella stampa, largamente avvezza al razzismo, le sue vittorie si ritorcono contro di lui.

“Il suo coraggio patriottico per bandiera francese? Ma va, solamente incoscienza tipica dei negri… La sua vittoria su Carpentier? Un colpo di fortuna, o forse addirittura una truffa!”

Siki quindi decide di andare negli USA per sfidare i migliori, ma anche lì, c’è da diventar matti.

Malgrado tutte le sue qualità gli è impedito di boxare contro i migliori, in quanto i bianchi qui non vogliono finire come Carpentier (il campionato americano era separato fra bianchi e neri da Jack Johnson in poi)…

I rings americani lo rifiutano, ed anche i bar rifiutano di servirlo perché è nero, e così Siki l’indomabile si batteva contro chiunque gli mancasse di rispetto per riappropriarsi dei propri diritti negati.

Si batté anche contro la stampa rendendo colpo per colpo:

“Voi avete una Statua della Libertà”, disse ad un giornalista americano.

“Ma è una menzogna. Non c’è libertà qui , per quelli come me!”

Probabilmente trovò la morte cercando di difendersi da un razzista, a meno che la mafia non l’abbia voluto punire per un combattimento dove aveva rifiutato di “andare giù”…

La vita ha fatto di Battling Siki un nomade.

Attraverso i brani del suo album, il musicista Mauro Gargano ha scelto per rendergli omaggio, e di seguire le sue tracce attraverso le città nelle quali la sua storia si è svolta.

Si va da Saint Louis ad Amsterdam, dove Siki incontra la sua futura moglie, da Dublino dove perde il suo titolo mondiale, al quartiere irlandese di New York nel quale si fa assassinare…

Questo excursus immaginario trova eco in questa sarabande musicale, che prende forza nel mélange delle influenze stilistiche più diverse.

Ma il principale pregio del disco non è soltanto qui,.

L’album “Suite for Battling Siki” più che un viaggio “geografico”, è una esplorazione intima. Mauro Gargano ha praticato la boxe, e questo si evince, la sua musica la racconta “dall’interno”…

Ognuno dei pezzi che compongono quest’opera cominciano partendo da un brusio confuso.  Possiamo immaginarci accanto al ring nell’occasione del famoso match Siki vs Carpentier.

Si sente la voce dell’allenatore che consiglia e sprona il suo pugile (“Credimi, tu fai quello che ti dico! Hai fiducia in me?”).

Ma quanto valgono queste sue parole? Parla per il suo bene o per tradirlo?

Si sente anche Siki che in uno dei suoi tormentati monologhi interiori, si rincuora, si interroga,  confida le sue speranze, i sogni, la sua paura, il suo dolore:

“Non ce la faccio più di sporcarmi le mani con il mio proprio sangue. Dio lo sa quanto mi fa male…”

La sua sincerità colpisce, è quella di un uomo chiuso in un angolo, in un vicolo cieco nel quale l’unica possibilità di uscita è quella di battersi ancora e ancora.

Poi c’è il gong, il match riprende, l’allenatore ed il pugile tacciono, la musica prende il sopravvento.

Per sei rounds la lotta fra ance ed ottoni, fra piatti e note gravi del contrabbasso riprende.

Per sei rounds è una successione di melodie nervose, di ritmi convulsi che raccontano la boxe come in quei bei film noir consacrati ad essa.

Per sei rounds, scorgiamo Siki che riparte al combattimento, e Mauro Gargano trova delle nuove armonie per cantare la sua energia ed il suo coraggio.

Battling Siki ha ispirato tantissimi artisti d intellettuali:

Ho Chi Minh, Paul Vaillant-Couturier, Ernest Hemingway, Henri Miller, Orio Vergani, hanno scritto di lui.

E più recentemente un documentario, un libro e un fumetto gli sono stati dedicati.

L’avventura continua, il campione è di ritorno, raccontato dal jazz!

 

Jean Marie Bretagne (autore del libro “Battling Siki”, edizioni Rey)

Credits


Adama Adepoju- attore (pugile)

Frederic Pierrot- attore (allenatore)


Jason Palmer (USA)- tromba

Ricardo Izquierdo (Cuba) -sax tenore, sax soprano

Manu Codjia (France) - chitarra

Bojan Z (Serbie)- piano, rhodes

Mauro Gargano (ITA)-contrabbasso, composizioni, testi.

Jeff Ballard (USA)- batteria.



Registrato presso lo Studio Sequenza

ad Aprile 2012


Fotografie di  Davide Del Giudice














































Follow Mauro, get the latest reviews, news and updates


 

Buy Mauro Gargano

Mo’ Avast Band on BandCamp or here

Buy Mauro Gargano

Suite for Battling Siki here >